16:05:00 Pubblicato da Tiziano C.
Dixie Dean



L'articolo che segue è una libera traduzione del seguente articolo: http://www.spartacus.schoolnet.co.uk/FdeanD.htm



William (Dixie) Dean nacque a Birkenhead il 22 Gennaio del 1907. Giocò a calcio per la Laird Street School, la Moreton Bible Class, la Heswell and Pensby United prima di unirsi ai Tranmere Rovers nel Novembre del 1923.

Dean riuscì a siglare ventisette goal in 30 partite nonostante il club lottasse per non retrocedere dalla Third Division nella Football League. Nel Marzo 1925 Dean si unì all’Everton nelle First Division per un corrispettivo di £ 3,000, debuttando contro l’Arsenal ad Highbury, e segnando il suo primo goal la settimana successiva contro l’Aston Villa, in casa.

Dean fu il top scorer dell’Everton nella sua prima stagione completa con il club (1925-1926). In “Who’s Who of Everton (2004)” Tony Matthews lo descrisse come “Un immortale del calcio, potente, con un tiro di destra incredibilmente potente e una straordinaria capacità nel giuoco aereo Dixie Dean fu, senza alcun dubbio, uno dei più grandi centrattacchi della sua epoca.”



Si fratturò il cranio e la mascella a seguito di un grave incidente motociclistico ad Holywell nel 1926. I dottori gli dissero che non avrebbe più potuto giuocare a calcio, ed erano particolarmente preoccupati dagli effetti di una pallonata nel caso di un colpo di testa.
Dean ignorò i loro consigli e, una volta ripresosi, ancora una volta fu il capocannoniere dell’Everton nella stagione 1926-1927: buona parte dei suoi goal furono siglati di testa. Nel Febbraio del 1927 Dean esordì con la Nazionale Inglese contro il Galles, segnando dopo 10 minuti e raddoppiando poco prima della fina del match. Il mese seguente siglò un’altra doppietta contro la Scozia. Nel Maggio del 1927, siglò due triplette, rispettivamente contro il Belgio e il Lussemburgo.
In totale, dopo solo cinque presenze con l’Inghilterra aveva segnato la bellezza di dodici goal!

Nella stagione 1927-1928 raggiunse una forma strepitosa. Siglò ben sette triplette, e finì col rompere ogni record segnando ben 60 reti in 39 partite. L’Everton vinse la First Division con 53 punti, due in più rispetto ai rivali dell’Huddersfield Town.
Dean fu il top scorer dell’Everton anche nella stagione 1928-1929. Lo fu anche nel 1929-1930 ma non riuscì ad evitare la retrocessione della sua squadra, che vinse facilmente la Second Division l’anno seguente (1930-1931). Dean riuscì a segnare in 12 partite consecutive di campionato, e ancora una volta fu il cannoniere della squadra. 
L’Everton vinse il campionato di First Divisione nel 1931-1932. Dean segnò otto triplette questa stagione, e per la settima volta consecutiva fu il cannoniere della squadra. Dean fu anche convocato nuovamente in nazionale, segnando un goal contro la Spagna nel Dicembre 1931. Nel complesso, aveva segnato 18 goals in 16 partite con la maglia della nazionale Inglese.
Dean siglò anche 28 goal in FA cup con l’Everton, compreso uno nel 3-0 in finale contro il Manchester City nel 1933.
Nel corso della sua carriera Dixie subì tantissime falli, e il suo corpo ne risentì, costringendolo più volte a fermarsi. Infatti, nel 1934-1935 non riuscì a diventare cannoniere, ma ci riuscì l’anno dopo, nel 1934-1935.

Il grande Matt Busby giuocò contro Dean in diverse occasioni. Nella sua biografia disse: “Giuocare contro Dixie Dean era allo stesso tempo un piacere ed un incubo. Era un perfetto esempio di atleta, meravigliosamente proporzionato, dotato di immensa forza, ancorato al terreno ma con straordinarie capacità nel giuoco aereo. Per quanto lo tenessi d’occhio, il suo tempismo nello stacco era così incredibile che lui stava già ricadendo al suolo prima che ti ci potessi avvicinare, e colpiva la palla di testa con la stessa potenza e precisione con cui molti giuocatori la calciano. Le difese andavano letteralmente nel panico ad ogni cross in area.. E, nonostante segnasse tantissimi goal di testa, era anche un giuocatore altruista, in quanto creava spesso e volentieri occasioni per i compagni di squadra. Al contrario dei grezzi e rigidi centro-attacchi della sua epoca, lui era incredibilmente elastico – e non riesco a pensare ad un centro-attacco moderno che riesca a tenergli testa -  ed era anche un grande uomo di sport.”
Eddie Hapgood, straordinario terzino ex Arsenal disse “Dixie Dean, un mago con la sfera ai piedi, ma letale di testa, forte come un toro, era impossibile togliergli palla, giocava in modo pulito, era un grande sportivo ed uno che non si dava mai per vinto. Era anche uno duro e tosto, non solo perché era grande e grosso, ma perché amava spesso allargarsi sulle fasce, portandosi dietro il centro-mediano e, assai di frequente, riusciva a saltarlo, complicando assai le cose per la difesa.”

Nel Dicembre del 1936 l’Everton comperò Tommy Latwon per una cifra di £ 6,500. SI trattava di una cifra record per un giocatore così giovane. Lawton firmò anche perché così aveva l’opportunità di giuocare con Dean. Quando si incontrarono per la prima volta, Dean abbracciandolo esclamò “So che sei qui per prendere il mio posto. Farò tutto quello che posso per aiutarti. Te lo prometto, veramente tutto.” Dean aveva 30 anni e, dopo aver avuto molti infortuni, sapeva che non poteva restare al top per molto altro tempo. Dixie  infatti mantenne la sua promessa, spendendo molto tempo insieme a Lawton negli allenamenti. Gordon Watson, che giuocò come mezzala sinistra per l’Everton, più tardi disse “Lawton and Dean lavoravano insieme, con Dean che tirava a Lawton una palla ripiena di stracci bagnati per renderla pesante quanto una palla medica”.
Con Dean a riposo prima di una partita di FA CUP contro il Tottenham, Tommy Lawton fu portato in prima squadra per il match contro i Wolverhampton Wanderers a sole sei settimane dal suo arrivo al club. Tuttavia, Lawton, pur trovando sulla sua strada il forte centromediano Inglese Stan Cullis, riuscì a siglare una rete a 15 minuti dal fischio finale.
L’Everton pareggiò 1-1 il match di FA CUP contro il Tottenham, e nella partita che fu rigiocata Tommy Latwon e Dixie Dean giuocarono insieme. Nel secondo minuto di giuoco Lawton siglò un goal con un magnifico tiro da fuori area. Dean si rivolse a Joe Mercer, dicendogli “Bene, direi che ci siamo. E’ il canto del cigno. E’ la fine di tutto”.
Dopo venti minuti Dean segnò il 2-0 su assist di Albert Geldard e, infine, ne segnò anche un terzo, ma il Tottenham, che ne aveva fatti quattro, passò al turno successivo. 

Nella partita seguente l’Everton batté il Leeds United per sette a zero, e sia Dean che Latwon siglarono goal significativi. Alla fine della stagione Dixie aveva siglato 24 reti in 36 partite di campionato, mentre Latwon aveva fatto 3 goal in 10 matches.
John Jones, il giovane terzino dell’Everton, in seguito affermò che Dixie Dean era il vero allenatore del club: “Dixie era il boss. I giovani giocatori dell’Everton dovevano stare attenti, altrimenti prima o poi sarebbero stati calpestati…Era Dixie, insieme ai due centro-mediani inglesi Charlie Gee e Tommy Wee a far funzionare lo spettacolino.. Ogni tanto si incontravano con i giovani compagni, spiegandogli cosa dovevano fare. E’ stato il miglior metodo di allenamento che abbia mai avuto”. Lawton aggiunse, però: “Tutto quello che ci dicevano era di essere sicuri di passare la palla a giocatori con la stessa maglia!”
Agli inizi della stagione 37-38, Tommy Latwon giuocava come mezzala destra, mentre Dixie Dean come centroattacco. Il duo però non funzionava come si sperava, e l’Everton non riusciva a vincere quando i due giuocavano insieme. L’8 Settembre 1937, Latwon rimpiazzò Dean come centroattacco contro il Manchester City.

Nel corso della sua carriera era conosciuto come Dixie Dean. Questo perché aveva la pelle piuttosto scura e ricci neri. Dean odiava essere chiamato “Dixie” e insisteva affinché amici e parenti usassero il suo vero nome. Il suo biografo, Nick Walsh, scrive in “Dixie Dean: The Official Biography of Goalscoring Legend (1977) che secondo Dean l’uso di quel termine “aveva relazione con problemi razziali relativi agli stati meridionali americani, e di conseguenza si poteva dedurre che quella era la sua origine, un sangue misto.”
Dean stava lasciando il campo dopo una partita nel 1938 quando uno spettatore gli si rivolse urlando “Ti prenderemo, bastardo nero!”. Dean gli saltò addosso e lo prese a pugni. Un poliziotto si avventò su di loro, ma anziché arrestarlo gli strinse la mano.
Al termine della stagione 1937-1938 Dean si trasferì al Notts County nella Third Division. Nel suo periodo all’Everton segnò un totale di 349 reti in 399 partite, delle quali ben 19 contro gli eterni rivali del Liverpool. Riuscì a giuocare solo nove partite con il suo nuovo club, prima di trasferirsi in Irlanda, agli Sligo Rovers.
Dopo essersi ritirato dal calcio nell’Aprile del 1941, Dixie Dean gestì un pub a Chester. Nel 1976 gli fu amputata la gamba destra, e morì a seguito di un attacco cardiaco il 1 Marzo 1980 mentre guardava il derby Everton vs. Liverpool al Goodison Park. 



1) Tommy Lawton, My Twenty Years of Soccer (1955)

1 Gennaio 1937. Fu un grande giorno per me. Era il mio primo giorno come nuovo giuocatore dell’Everton, in seguita descritta come “La Squadra di tutti I Talenti”.
Lasciai Burnley la mattina presto per presentarmi al Goodison Park e guardare la partita tra Everton e Preston North End. Ogni segno di tronfiaggine che avevo svanì quando il guidatore del tram si rivolse me. Mi guardò dall’alto verso il basso e mi chiese se fossi Latwon, il nuovo centrattacco. Quando gli risposi di sì scosse la testa e mi disse, “Non sarai mai forte come Dean.”
Incontrai Dean, il grande Dixie, dopo la partita, che finì 2-2. Theo Kelly mi portò negli spogliatoio per farmi conoscere I miei future compagni di squadra; Dixie mi appoggiò una mano sulla spalla e mi disse, “Giovinotto, sei venuto qui per prendere il mio posto.  Farò tutto quello che posso per aiutarti. Te lo prometto, veramente tutto.”
Dixie Dean! Il grande, il favoloso, l’immortale Dixie. Che giocatore. Che personalità !
Ciononostante, quando leggerà questi apprezzamenti nei suoi confronti, non ne sarà entusiasta. Ho usato il suo soprannome noto a tutti – Dixie. E William Ralph Dean non lo sopporterà. Nessuno al Goodison Park l’ha mai usato, perché tutti sapevano che preferiva essere chiamato Bill Dean.
Scusami tanto, Bill, ma devo usare il nome per il quale sei conosciuto ed amato da milioni di amanti del calcio nel mondo.

(2) Matt Busby, Soccer at the Top (1973)

Chi ha mai potuto vedere Bill (Dixie) Dean e non ammirarne la grandezza ? La prima voltì che lo vedi fu quando arrivai al City ed avevo 17 anni. Giuocava per l’Everton contro il Manchester United all’Old Trafford. Confermò ciò che avevo udito. Siglò una tripletta. Così era il calcio inglese. Così era Dixie Dean. O mamma !

“Giuocare contro Dixie Dean era allo stesso tempo un piacere ed un incubo. Era un perfetto esemplare di atleta, meravigliosamente proporzionato, dotato di immensa forte, attaccato al terreno ma con straordinarie capacità nel giuoco aereo. Per quanto lo tenessi d’occhio, il suo tempismo nello stacco era così incredibile che lui stava già ricadendo al suolo prima che ti ci potessi avvicinare, e colpiva la palla di testa con la stessa potenza e precisione con cui molti giuocatori la calciano. Le difese andavano letteralmente nel panico ad ogni cross. E, nonostante segnasse tantissimi goal di testa, era anche un giuocatore altruista, in quanto creava spesso e volentieri occasioni per i compagni di squadra. Al contrario dei grezzi e rigidi centro-attacchi della sua epoca, lui era incredibilmente elastico – e non riesco a pensare ad un centro-attacco moderno che riesca a tenergli testa -  ed era anche un grande uomo di sport. “
Dixie siglò la cifra record di sessanta goal in trentanove presenze nella stagione 1927-1928, più tre reti in FA CUP e ben 19 in amichevoli, per un totale di 82. Non più esserci più un altro Dixie Dean. Grazie ad un magnifico timing, riusciva a saltare più in alto di qualunque difensore. Come colpitore di testa solo Denis Law e – meno frequente in virtù del suo ruolo – Jack Charlton si possono paragonare a lui, ma in realtà gli sono distanti miglia.


(3) Eddie Hapgood, Football Ambassador (1945) 

Dixie Dean, un mago con la sfera ai piedi, ma letale di testa, forte come un toro, era impossibile togliergli palla, giocava in modo pulito, era un grande sportivo ed uno che non si dava mai per vinto. Era anche uno duro e tosto, non solo perché era grande e grosso, ma perché amava spesso allargarsi sulle fasce, portandosi dietro il centro-mediano e, assai di frequente, riusciva a saltarlo, complicando assai le cose per la difesa.”

(4) Wilf Mannion, Association Football (1949)

Non esiste movenza più magnifica nel Calcio che un perfetto colpo di testa, e non esiste una skill nel gioco più semplice da padroneggiare dal giocatore che ha deciso di aggiungere quest’arma straordinaria come una freccia al suo arco.
Chi non ha mai sentito dell’abilità di Tommy Latwon, centrattacco Inglese, di Dixie Dean, un'altra star Inglese, o di Jimmy McGrory, ora allenatore del Celtic, ed ex centro-attacco Scozzese di fama internazionale, e chi non conosce la loro magnifica abilità nel colpire la sfera con potenza e precisione ?
Il miglior colpitore di testa fra i tre era, a mio giudizio, il forte Dixie Dean quando guidava l’attacco dell’Everton. Non ho mai giocato né con lui né contro di lui, ma, quando ero giovane, ero meravigliato dalla sua potenza e precisione.
Mentre staccava alto nell’aere, il suo capo si tirava indietro e, come catapultato, oscillava in avanti, con la palla diretta nella rete, il suo  corpo in sospensione aveva la forma di un angolo stretto per dar il necessario impeto e forza alla sfera.
Questa è la risposta ai colpitori di testa “di potenza”, ma questa è solo una fase di tale arte. Ci sono giocatori abili nel passare la palla di testa ai compagni, e questi sono probabilmente i più abili, in quanto possono accorrere in aiuto sia in fase offensiva che difensiva. C’è poi il “back header”, una mossa assai utile per ingannare un avversario ma assai difficile da perfezionare. 

 (5) Nick Walsh, Dixie Dean: The Official Biography of a Goalscoring Legend (1977)

L’uso di quel termine “aveva relazione con problemi razziali relativi agli stati del sud negli USA, e di conseguenza si poteva dedurre che quella era la sua origine, un sangue misto.”


(6) John Jones (citato ne “The Complete Centre-Forward”) (2000)

“Dixie era il boss. I giovani giocatori dell’Everton dovevano stare attenti, altrimenti prima o poi sarebbero stati calpestati…Era Dixie, insieme ai due centro-mediano inglesi Charlie Gee e Tommy Wee a far funzionare lo spettacolino. Ogni tanto si incontravano con i giovani, spiegandogli cosa dovevano fare. E’ stato il miglior metodo di allenamento che abbia mai avuto”. Lawton aggiunse: “Tutto quello che ci dicevano era di essere sicuri di passare la palla a giocatori con la stessa maglia!” 

(7) Tommy Lawton, My Twenty Years of Soccer (1955)

Nonostante non riuscisse da subitissimo ad imporsi, ben presto Dixie divenne famoso grazi ai suoi goals. Sembrava tutto predisposto per una sontuosa carriera, nonostante ciò nei primi tempi la sfortuna lo seguiva ovunque, e nell’estate del 1926 per poco non infranse la carriera dell’uomo che fu destinato a diventare, secondo me, il più grande centrattacco del mondo.
Dixie ebbe un incidente di moto ad Holywell, e fu portato in fretta e furia all’ospedale con un tipo di ferita così grave che avrebbe ucciso la maggior parte delle persone. Il suo cranio era frattura, la sua mascella rotta in due punti, le sue ginocchia fatte a pezzi, ed era pieno di tagli. Sembrava avesse veramente finito con il calcio. A dire il vero sembrava proprio che non potesse camminare più, nonostante fosse riuscito a sopravvivere.

Ma Dixie aveva uno spirito infrangibile. Un suo grande amico era Harry Cooke, che ha servito l’Everton sia come giuocatore che come preparatore atletico per quasi mezzo secolo.
Fu proprio Harry Cooke a portare Dixie sotto la sua ala protettiva quando il giuocatore uscì dall’ospedale decisamente malconcio. All’epoca, Dixie poteva camminare pochi centimetri alla volta, ma sia lui che Harry Cooke erano determinati a fargli indossare per molto altro tempo la maglia dell’Everton.

Così, come la forza tornò gradualmente, ma assai lentamente, nelle gambe di Dixie, Harry Cooke iniziò le sue sessioni di allenamento. La prima era fatta con una pallina da tennis, la pallina con la quale Dixie aveva cominciato a giuocare per strada. Poi venne la palla di gomma, poi una palla leggermente più grande e pesante (“Size four ball”) e, in conclusione, venne l’agognato momento nel quale Dixie cominciò ad allenarsi con una normale palla da calcio.
Se vi dico che il grande Dixie Dean faceva tutte queste cose con una placca di acciaio dentro la testa, forse riuscite a realizzare che razza di miracolo abbia avuto luogo quando torno a giuocare. E lo fece con un successo tremendo, tanto da essere conosciuto come “Una delle Meraviglie del Mondo”.
La squadra dell’Everton era, ovviamente - così distrutta dall’incidente subito dal loro centrattacco che proibirono agli giuocatori di usare motociclette. La proibizione è ancora in atto, e non solo nell’Everton ma in molti altri club inglesi.

Credo che la prima partita dopo l’infortunio di Dixie fu una delle più tese della sua carriera. Per molto tempo soffrì di vertigini dopo aver colpito la palla, e gli fu dato ordine di riportare come si sentiva dopo aver colpito di testa il pallone la prima volta in ogni partita. 
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