09:57:00 Pubblicato da Tiziano C.
Milan 1988-1991 : Il Milan degli Immortali

Il Milan Sacchiano, e precisamente quello del biennio 1988-1989 / 1989-1990, viene considerato la squadra di club più forte della storia del calcio. Un mix letale di tecnica, atletismo e gioco di squadra. Arrigo Sacchi guidò il Milan per quattro anni,dal 1987 al 1991, rivoluzionando e affinando il concetto di “calcio totale” espresso dall’ajax e dalla nazionale olandese una ventina di anni prima. 













Ma andiamo con ordine: a seguito dello scandalo del calcio scommesse che colpì il calcio italiano nei primi anni 80, il Milan venne duramente colpito dalla giustizia sportiva, retrocedendo in serie B. Nonostante il pronto ritorno in serie A l’anno successivo, la squadra non era probabilmente pronta per il campionato di massima serie, e retrocesse nuovamente, stavolta per demeriti sul campo da gioco.
Il ritorno in serie A fu ancora una volta immediato. Tuttavia, il Milan non riuscì a tornare nelle posizioni di vertice che gli erano consone, navigando costantemente a metà classifica, nonostante la presenza di discreti giocatori, tra cui spiccava il difensore Franco Baresi
Arrigo Sacchi
Nel 1985, a seguito di alcune ispezioni della Guarda di Finanza, la squadra risultò fortemente indebitata e rischiò di fallire definitivamente. Un ricco imprenditore milanese, Silvio Berlusconi, con un gesto eclatante riprese in mano le redini delle società, che rilevò totalmente ripianando il deficit economico. 
Forte di una grande spinta economica e di una gran voglia di rilancio, Berlusconi rivoluzionò totalmente la squadra, acquistando giocatori del calibro di Donadoni, Massaro, Galli, Sonetti e Galderisi. La prima stagione di Berlusconi, nel 1986, fu probabilmente di rodaggio: la squadra arrivò ad un dignitoso quinto posto in campionato, mostrando comunque un discreto gioco. L’anno successivo fu probabilmente quello decisivo nel destino del Milan: il presidente decise di puntare tutto su un giovane tecnico di Fusignano dagli occhi spiritati. Arrigo Sacchi, che l’anno precedente aveva allenato con ottimi risultati il Parma, mostrando tra l’altro un gran gioco proprio nella gara contro il Milan, arrivò alla corte di Silvio. Con l’arrivo di Arrigo arrivarono due grandi fuoriclasse stranieri che fecero la fortuna del Milan negli anni avvenire : Marco Van Basten (infortunato quasi tutta la prima stagione) e Ruud Gullit
I tre Olandesi che fecero la fortuna del Milan.
Le prime partite furono difficili, probabilmente anche a causa degli intensi allenamenti fisici cui Sacchi sottoponeva le sue squadre. Con il proseguire del campionato tuttavia il Milan recuperò lentamente punti sul Napoli capolista, vincendo il campionato nelle ultime partite. Se il primo anno di Sacchi può essere considerato di buon livello, il top fu raggiunto nel biennio 1988- 1990. Con l’arrivo del terzo fuoriclasse Olandese, Frankie Rijkaard, a centrocampo, il Milan fu finalmente competitivo anche in Europa. A fronte di un secondo (1989) e terzo posto (1988) in campionato, i rossoneri vinsero la Coppa dei Campioni contro la Steaua Bucarest prima e il Benfica poi, e nel 1989 la Supercoppa Uefa contro il Barcelona e la Coppa Intercontinentale contro il Nacional Medellin. Per fluidità e bellezza di giuoco questo fu probabilmente il miglior Milan di sempre, nonostante molti risultati più “altisonanti” furono raggiunti solo in seguito.

Dal punto di vista tattico Sacchi cercò di plasmare la squadre secondo i suoi dettami: grande pressing, ricerca del fuorigioco asfissiante e tanti movimenti senza palla. La squadra messa in campo, in particolare a centrocampo, era un mix straordinario di classe e potenza, con giocatori muscolari molto adatti a tale tipo di gioco. La manovra della squadra, favorita anche dai continui movimenti dei giocatori, risulta fluida ed armonica: la palla scorre naturale tra i vari reparti, e spesso sono anche i centravanti, in particolar modo l’olandese Ruud Gullit, a dare una mano al centrocampo sfruttando straordinarie discese palla a terra.

La particolarità, non Italiana sicuramente, di questo Milan, è nella continua ricerca del dominio territoriale: la squadra di Sacchi non subisce quasi mai, ma aggredisce continuamente a prescindere dall’avversario. C’è la continua ricerca del goal, anche dopo un 3-0. Arrigo Sacchi, oltre a dare grande importanza all’atletismo, concentra molto i suoi allenamenti sul gioco di squadra. Non esiste il “singolo” o il “fuoriclasse”: esiste la esclusivamente la squadra. I suoi allenamenti per aumentare l’affinità tra i giocatori sono estenuanti: come un severo direttore d’orchestra “il profeta di fusignano” costringe i giocatori a snervanti ripetizioni di schemi in allenamento. Famosa è la mitologica “Gabbia di Milanello”: una sorta di gabbia metallica circonda il terreno di gioco impedendo al pallone di uscire, e costringendo i giocatori a giocare il pallone senza soluzione di continuità. Il palmarès di Sacchi dopo 4 anni è impressionante: 1 Campionato Italiano (1987-1988), 1 Supercoppa Italiana (1988), 2 Coppe dei Campioni (1988-1989; 1989-1990), 2 Supercoppe Uefa (1989; 1990) e 2 Coppe Intercontinentali (1989; 1990)

Ecco la rosa della squadra 1989-1990

Giovanni Galli: portiere con un buon senso della posizione e riflessi, non è mai stato un “fenomeno”, ma ha comunque vissuto anni più che esaltanti.

Mauro Tassotti: terzino destro titolare. E’ un giocatore dalla tecnica discreta, ma assai equilibrato nelle due fasi (offensiva e difensiva), di grande corsa, resistenza e ottimo senso tecnico.

Paolo Maldini: terzino sinistro. Basta il nome. Paolo esordisce appena 16enne nel 1985, e ben presto diventa uno dei punti fermi di questo Milan. Tatticamente è un terzino difensivo: ambidestro, forte e rapido, possiede un gran senso della posizione e la sua continuità di rendimento è impressionante.

Franco Baresi in azione
Franco Baresi: libero. Il capitano è il cervello della difesa. Difensore dotato di grande carisma, in campo è un leone che dirige il reparto difensivo con indomita maestria. E’ un atleta rapido ed agile, con un piede educato e tatticamente eccezionale. 

Filippo Galli: difensore centrale marcatore. Non sarà un fenomeno come il compagno di reparto, ma è sicuramente un giocatore preziosissimo alla causa milanista e tatticamente molto prezioso. In campo è il classico centrale marcatore con buoni mezzi tecnico-tattici. Verrà in seguito sostituito da Alessandro Costacurta.

Frankie Rijkaard: centrocampista difensivo. Questo colosso d’ebano giganteggia nel centrocampo milanista. Giocatore versatile ed eclettico in campo interpreta la fase difensiva ed offensiva in maniera pressoché perfetta, aiutato da un fisico eccezionale, da una tecnica di base ottima e da uno straordinario tempismo negli inserimenti offensivi senza palla (suo è il goal al benfica nella finale di coppa campioni)

Carlo Ancelotti: centrocampista centrale. Nel 4-4-2 sacchiano Carlo è un centrocampista centrale che sa interpretare la fase difensiva ed offensiva con grande efficacia. Può fungere sia da regista di centrocampo grazie ad ottime geometrie, sia come centrocampista difensivo, grazie ad un ottima resistenza fisica, buone doti in marcatura e senso della posizione.

Alberigo Evani: esterno sinistro di centrocampo . Alberigo è un giocatore inusuale: è una sorta di regista di fascia. Non ha né la rapidità né il dribbling secco dell’ala pura, ma è al contrario dotato di grande visione di gioco, lancio preciso e pulito ed è letale sui calci di punizioni. Costituisce anche un insolito sbocco laterale nella manovra della squadra.

Roberto Donadoni:  esterno destro di centrocampo. Roberto è un giocatore versatile, in grado di ricoprire tutti i ruoli dal centrocampo in su con egual rendimento. Le sue armi sono il dribbling secco e fulminante, la grande rapidità, la buona visione di gioco, oltre che una naturale predisposizione all’assist decisivo.

Marco Van Basten con il pallone d'oro
Ruud Gullit: mezzapunta/centravanti. L’olandese sembra nato apposta per giocare nel Milan di Arrigo. I suoi mezzi fisici sono impressionanti: debordante forza fisica, rapidità e agilità (nonostante la mole), è altresì dotato di un tiro potente e preciso, di uno stacco da terra straordinario e in campo dà sempre il massimo. Scardina le difese avversarie come pochi, e le sue discese palla a terra sono ancora negli occhi dei tifosi rossoneri.

Marco Van Basten: centravanti. Il “Cigno di Utrecht” è uno dei centravanti più forti e prolifici dello storia. In questa stagione realizza 24 goal, tutti di ottima futura. Sul terreno di gioco ama giocare in verticale sfruttando i cross di Evani e Donadoni, oltre che rapide triangolazioni con il connazionale Gullit. Giocatore dalla tecnica sopraffina e dal grande fiuto del goal è il giocatore ideale per finalizzare il gioco. 

Altri buoni comprimari sono Demetrio Albertini (che sarà il punto fermo della squadra nel Milan di Capello), Angelo Colombo, Giovanni Stroppa, Pietro Paolo Virdis e Daniele Massaro. Il ciclo del Milan Sacchiano si interruppe nel 1991. A sostituire Arrigo arrivò Fabio Capello, allora semi-sconosciuto, che riuscì nella difficile impresa di ottimizzare e migliorare una squadra già perfetta.


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4 Response to " "

  1. Anonimo Said,

    bell'articolo, tizià! complimenti!
    sempre e comunque forza milan

    zimonkio

    Posted on 6 settembre 2010 15:52

     
  2. Anonimo Said,

    La squadra più forte di tutti i tempi. Ma non diciamo cazzate!Da dove è estratto l'articolo? Da mediaset premium?

    Posted on 18 gennaio 2012 22:41

     
  3. Anonimo Said,

    E' stata definita da World Soccer e da svariate testate giornalistiche sportive accreditate come la squadra di Club piu' forte di ogni epoca. Tu anonimo di quale redazione giornalistica sportiva fai parte?:)

    Posted on 19 dicembre 2016 00:07

     
  4. Ciupaz Said,

    Per quello che questo Milan ha fatto vedere negli anni 1988-1990, E' LA squadra più forte di tutti i tempi, non si discute (e lo dice un non milanista...).

    Posted on 23 aprile 2017 20:57

     

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